ARCHITETTURA TRASPARENTE

Architettura trasparente e calpestabile: criteri di sicurezza, ridondanza e aderenza

Pavimenti, solai e gradini in vetro devono reggere i carichi anche con una lastra rotta e non devono essere scivolosi. I due criteri che guidano la progettazione.

Pubblicato il Lettura: 2 minA cura di SAV2000

Impianto tecnologico per la lavorazione e finitura del vetro

In sintesi

  • Un vetro calpestabile è sempre stratificato e progettato a ridondanza: deve sostenere il carico anche con una lastra rotta.
  • Lo strato superiore spesso funziona da strato di sacrificio, protegge le lastre portanti ed è sostituibile.
  • L'aderenza si certifica con prove come la DIN 51130 (classi da R9 a R13) o la DIN 51097 per le aree a piedi nudi.

Il principio della ridondanza

Un pavimento, un solaio o un gradino in vetro non può contare su una sola lastra. La progettazione, che in Italia fa riferimento alle istruzioni CNR-DT 210 e ai carichi delle NTC 2018 per la destinazione d'uso, si basa sulla ridondanza: il pacchetto stratificato è composto da più lastre, e deve continuare a sostenere il carico anche se una di esse si rompe.

Spesso la lastra superiore viene considerata uno strato di sacrificio: protegge le lastre portanti da graffi e urti, non viene conteggiata (o lo è solo in parte) nella verifica di resistenza e può essere sostituita senza rifare l'intero elemento.

Carichi e verifiche

Oltre al carico distribuito, la verifica deve considerare i carichi concentrati, come il tacco di una scarpa o la gamba di un mobile, che per il vetro sono spesso più gravosi. Contano anche gli appoggi: un pavimento appoggiato su quattro lati lavora in modo diverso da un gradino a sbalzo o fissato su due lati. Come per i parapetti in vetro, è indispensabile la verifica post-rottura.

Non solo resistenza: l'aderenza

Il secondo criterio è la sicurezza contro lo scivolamento. Le superfici calpestabili vengono trattate con serigrafie ceramiche o acidature che aumentano l'attrito. Le prestazioni si certificano con prove di laboratorio:

  • DIN 51130: prova su piano inclinato con calzature, classi da R9 (aderenza minima) a R13 (massima), usata per ambienti di lavoro e pubblici.
  • DIN 51097: prova a piedi nudi, classi A, B e C, per aree come spogliatoi e bordi piscina.

La classe va scelta in base all'ambiente: un interno residenziale asciutto ha esigenze diverse da un ingresso pubblico esposto alla pioggia.

Il valore del progetto integrato

Resistenza, aderenza, trasparenza e durabilità vanno considerate insieme: una serigrafia troppo coprente può ridurre la luce trasmessa, un trattamento superficiale va scelto anche in funzione della pulizia. Trovi i criteri tecnici nella scheda sul vetro calpestabile strutturale.

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