INCENTIVI FISCALI

Bonus sicurezza 2026: i vetri antisfondamento si detraggono al 50% fino al 31 dicembre

Il 2026 è l'ultimo anno, secondo il calendario attuale, con l'aliquota al 50% sull'abitazione principale. Ecco come funziona la detrazione per i vetri di sicurezza e quali documenti preparare.

Pubblicato il Lettura: 3 minA cura di SAV2000

Controllo di vetrate di sicurezza installate su un edificio

In sintesi

  • Il "bonus sicurezza" non è una misura autonoma: è la detrazione per ristrutturazioni dell'art. 16-bis del TUIR, che include le misure contro gli atti illeciti di terzi.
  • Per le spese pagate nel 2026 la detrazione è del 50% sull'abitazione principale (proprietari o titolari di diritto reale) e del 36% negli altri casi, con un tetto di 96.000 euro per unità.
  • I vetri antisfondamento sono espressamente tra gli interventi ammessi; servono posa in opera, bonifico parlante e fatture intestate correttamente.

Che cos'è davvero il bonus sicurezza

Con "bonus sicurezza" si indica, in modo informale, la parte della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis del TUIR) che riguarda le misure finalizzate a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi, come furti, intrusioni e aggressioni. Non esiste quindi una domanda separata: la spesa si porta in detrazione nella dichiarazione dei redditi come una normale spesa di ristrutturazione, suddivisa in 10 quote annuali di pari importo.

Tra gli interventi che l'Agenzia delle Entrate elenca come ammessi compaiono esplicitamente i vetri antisfondamento, insieme a porte blindate o rinforzate, grate, serrature, saracinesche, tapparelle con bloccaggi, casseforti a muro e impianti antifurto stabilmente installati.

Aliquote e limiti per le spese del 2026

SituazioneAliquota 2026Tetto di spesa
Abitazione principale di proprietari o titolari di diritto reale50%96.000 € per unità
Altri casi (seconde case, inquilini, comodatari)36%96.000 € per unità

Vale il principio di cassa: conta la data del pagamento. Per beneficiare del 50% il bonifico deve quindi partire entro il 31 dicembre 2026. Secondo il calendario attualmente in vigore, dal 2027 l'aliquota scenderà al 36% anche per l'abitazione principale (e al 30% negli altri casi), salvo nuove proroghe della legge di bilancio.

Quali vetri rientrano e come documentarli

L'Agenzia non indica una classe minima: parla genericamente di vetri antisfondamento. Dal punto di vista tecnico, però, conviene che il vetro installato abbia una prestazione certificata e dichiarata, perché è la prova più solida della finalità di sicurezza dell'intervento. In concreto:

  • per la protezione dagli infortuni e dalla caduta di frammenti, un vetro stratificato di sicurezza classificato con la prova del pendolo EN 12600;
  • per la protezione da effrazione, un vetro antieffrazione classificato EN 356: nelle abitazioni si usano tipicamente le classi da P2A a P5A, a seconda dell'esposizione;
  • la marcatura CE del vetro stratificato secondo la norma di prodotto EN 14449 e la relativa dichiarazione di prestazione.

L'Agenzia ha inoltre chiarito che non basta acquistare un prodotto: l'intervento deve essere eseguito sull'immobile, con posa in opera. La sola fornitura di lastre senza installazione non rientra nell'agevolazione.

Documenti da conservare

  • Bonifico "parlante" per ristrutturazione, con causale di legge, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'impresa.
  • Fatture intestate a chi detrae, con descrizione chiara dell'intervento (ad esempio "fornitura e posa di vetri stratificati antieffrazione classe EN 356 P4A").
  • Schede tecniche e dichiarazioni di prestazione dei vetri installati.
  • Eventuali titoli edilizi o, se non necessari, una dichiarazione sostitutiva con data di inizio lavori.

Perché parlarne adesso

Ottobre e novembre sono i mesi in cui conviene pianificare: produzione e posa di vetri stratificati su misura richiedono settimane, e il bonifico va eseguito entro fine anno. Il contesto è favorevole anche sul fronte della domanda: come raccontiamo nell'analisi sui dati dei furti in abitazione, finestre e portefinestre restano il principale punto d'ingresso dei ladri.

Le informazioni fiscali hanno finalità divulgativa e si basano sulle indicazioni pubbliche dell'Agenzia delle Entrate. Per il tuo caso specifico verifica sempre con il tuo commercialista o CAF, soprattutto in caso di cumulo con altre detrazioni sulla stessa spesa.

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