In sintesi
- La sicurezza di una finestra dipende dal sistema completo: vetro, telaio, ferramenta, fissaggio della lastra e ancoraggio a muro.
- La EN 1627 associa a ogni classe RC del serramento una classe minima di vetro EN 356 (ad esempio P4A per RC2, P5A per RC3, P6B per RC4).
- Fermavetri antiscasso e incollaggio strutturale della lastra impediscono che il vetro venga semplicemente estratto dal telaio.
Il vetro non lavora da solo
Nelle prove antieffrazione condotte su finestre e porte complete, come quelle eseguite dall'istituto tedesco IFT Rosenheim, emerge sempre la stessa evidenza: la sicurezza reale di un serramento non dipende solo dallo spessore della lastra, ma dalla stabilità dell'interfaccia tra vetro e telaio. Un ladro non insiste dove il sistema è più forte: cerca il punto in cui cede per primo.
Un vetro certificato EN 356 può essere scalzato in pochi istanti se il fermavetro si rimuove dall'esterno, se la battuta è troppo stretta o se il telaio si deforma sotto la leva di un piede di porco.
Classi RC del serramento e classi del vetro
La norma europea EN 1627 classifica porte, finestre e facciate continue in classi di resistenza all'effrazione (Resistance Class, da RC1N a RC6), verificate con prove di carico statico, di carico dinamico e di attacco manuale con attrezzi. Per ogni classe la norma indica la classe minima di vetro da impiegare:
| Classe serramento EN 1627 | Vetro minimo EN 356 | Profilo dell'aggressore simulato |
|---|---|---|
| RC1N – RC2N | Nessun requisito specifico | Occasionale, forza fisica e attrezzi semplici |
| RC2 | P4A | Occasionale con cacciavite e pinze |
| RC3 | P5A | Con secondo cacciavite e piede di porco |
| RC4 | P6B | Esperto con seghe e attrezzi a percussione |
| RC5 – RC6 | P7B – P8B | Esperto con elettroutensili |
Il principio è semplice: vetro e telaio devono avere lo stesso livello di resistenza. Un vetro di classe superiore non compensa un serramento di classe inferiore.
Fissaggio e incollaggio della lastra
Due accorgimenti fanno la differenza nell'interfaccia. Il primo sono i fermavetri antiscasso, montati sul lato interno o resi non rimovibili dall'esterno. Il secondo è l'incollaggio strutturale della lastra al telaio con siliconi o adesivi specifici: distribuisce le forze d'impatto sul perimetro e impedisce l'estrazione della lastra per scalzamento con cunei o leve. Contano anche la profondità della battuta e la larghezza del bordo di vetro trattenuto.
Il ruolo del produttore di vetro
Perché l'interfaccia funzioni, le tolleranze dimensionali della lastra devono essere quelle previste dal sistema certificato del serramentista. La linea Evo.Block di SAV2000 viene prodotta tenendo conto di queste tolleranze, per un accoppiamento corretto nei telai dei serramentisti partner. Il tema sarà centrale anche alla mostra speciale di ift Rosenheim a glasstec 2026.
Fonti e riferimenti